Ingredienti:
- 800g di faraona (cosce e sovracosce)
- 1 carota
- 1 costa di sedano
- 1 cipolla dorata piccola
- 200ml di vino bianco secco
- 500ml di brodo di carne filtrato
- 1 rametto di rosmarino
- 2 foglie di alloro
- 1 bacca di ginepro schiacciata
- 400g di funghi porcini freschi
- 40g di burro chiarificato
- 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
- 1 spicchio d'aglio
- 400g di pappardelle fresche all'uovo
- 30g di Parmigiano Reggiano 30 mesi
- 1 mazzetto di prezzemolo riccio
Istruzioni:
- Riscaldate l'olio in una casseruola capiente. Rosolate i pezzi di faraona finché la pelle non diventa croccante e dorata. Nota: Questo passaggio è cruciale per il sapore finale; non abbiate fretta.
- Rimuovete la carne, eliminate la pelle (che ha già ceduto il suo sapore) e sminuzzatela grossolanamente al coltello. Cercate di ottenere pezzi irregolari per una consistenza più rustica.
- Nella stessa pentola, senza lavarla, aggiungete carota, sedano e cipolla. Fate appassire a fuoco dolce per 10 minuti finché le verdure non diventano traslucide.
- Riunite la faraona al soffritto. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare l'alcol completamente: non dovrete più sentire l'odore pungente.
- Aggiungete rosmarino, alloro e la bacca di ginepro. Coprite con il brodo di carne caldo e abbassate la fiamma al minimo.
- Cuocete per 70 minuti. La carne dovrà staccarsi facilmente se toccata con una forchetta. Se il liquido si asciuga troppo, aggiungete un mestolo di brodo.
- A metà cottura del ragù, pulite i porcini. Tritate i gambi o le parti meno nobili e aggiungetele direttamente nella casseruola con la carne.
- In una padella separata, scaldate il burro chiarificato con l'aglio. Saltate le cappelle dei porcini a fette per 5 minuti a fiamma vivace finché i bordi non sono bruni.
- Lessate le pappardelle in acqua salata. Scolatele al dente (circa 1-2 minuti prima del tempo indicato) e saltatele nella casseruola del ragù.
- Unite i porcini a fette e il prezzemolo fresco tritato. Mantecate con il Parmigiano Reggiano, aggiungendo un goccio di acqua di cottura se serve per creare l'emulsione. > Il ginepro è l'anima della selvaggina. Non usatene più di una bacca: deve essere un sussurro nel bosco, non un urlo nella foresta.